Lui mi guarda dritto negli occhi e mi fa:
“Quando Dio la distribuiva, la dote di mettere le cose in frigo in modo sensato, tu stavi da n’antra parte, probabilmente a compratte un pajo de scarpe!”
Lui mi guarda dritto negli occhi e mi fa:
“Quando Dio la distribuiva, la dote di mettere le cose in frigo in modo sensato, tu stavi da n’antra parte, probabilmente a compratte un pajo de scarpe!”
Sono in tourné con gli Afterhours in un posto che sembra la reggia di Caserta. Manuel Agnelli mi chiede in prestito lo stereo malconcio a cassette che porto con me ed io acconsento, domandandomi che cosa dovrà mai farci con uno stereo rotto. Lui mi ringrazia avvicinandosi per baciarmi e, proprio nell’istante in cui sto per coronare il mio sogno d’amore, irrompe fra di noi con violenza la voce di una Vanna Marchi qualunque Continua a leggere
Il quadro vivente che si presenta davanti ai miei occhi in un locale di sabato sera al Pigneto, versante di Necci, è il seguente:
un attore ultracinquantenne di cui non riesco proprio a ricordare nè il nome nè il curriculum fa avanti e indietro per la sala, nella speranza che qualcuno lo riconosca; è vestito come un hipster, muove i suoi capelli bianchi, pochi, al tempo del jazz cantato da una giovanissima bionda con salopette e solo un reggiseno sotto; dopo gli applausi il vegliardo Continua a leggere