Afterhours Afterparty

E fu così che arrivammo sottopalco. Come poche volte successe nelle decine di concerti visti.
Agognanti i leggendari sputazzi di Manuel Agnelli , io e le amiche groupies ci storpiamo le corde vocali per avvicinarci lontanamente alle note possenti del leader indiscusso, prossimo giudice di X-Factor. Neanche a mettersi d’accordo, ritrovo amici vecchi e nuovi, tutti felicemente lì, sottopalco a sinistra.
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Happy Xmas (World is over)

Entra nell’ingresso semibuio di casa mia con passi lunghi che si catapultano nel soggiorno. Neanche mi guarda quando afferma con aria distante “ Ti sei fatta più scura.” Allibisco. Non oso chiedergli come sto. Troppa paura del suo giudizio, sta troppo avanti. Lui è l’unico uomo della mia vita che si accorge istantaneamente del più infinitesimale cambiamento dei miei capelli, sempre. Qualità rara, in un maschio. Potrei sposarlo, peccato che andrei in galera perché ha dodici anni e non ho tempo da perdere in chiacchiere tricologhe, dato che domani lui ha il compito di inglese e dobbiamo studiare. Continua a leggere

Mattine moleste

Sono in tourné con gli Afterhours in un posto che sembra la reggia di Caserta. Manuel Agnelli mi chiede in prestito lo stereo malconcio a cassette che porto con me ed io acconsento, domandandomi che cosa dovrà mai farci con uno stereo rotto. Lui mi ringrazia avvicinandosi per baciarmi e, proprio nell’istante in cui sto per coronare il mio sogno d’amore, irrompe fra di noi con violenza la voce di una Vanna Marchi qualunque Continua a leggere