Stato

Alla sagra di paese

Il ragazzo dagli occhi blu mi sorride sul sottofondo musicale del “Meneito”, l’ evergreen delle estati italiane che non può mancare in una festa di paese che si rispetti.
“Canti?” mi chiede. Sì, in macchina a squarciagola e a casa quando faccio le pulizie, con lo stereo a palla per sovrastare il volume delle grida dei miei vicini.
“No, perchè io canto. Voglio cantare nel suo gruppo”, continua lui, indicandomi l’amico a fianco, il tipico nostalgico del grunge, con camicia a scacchi e capelli lunghi che necessiterebbero di un bell’impacco rigenerante.
“E che musica ti piace?” mi incalza. Ha qualcosa di puro negli occhi che me lo fa stare simpatico. Preferisco restare sul vago, e rispondo: “Rock…Indie.”
“Ahhhh bello… Quindi musica indiana, lenta….”, fa lui con lo sguardo serio, atteggiandosi a esperto musicale. Non voglio umiliarlo, quindi gli sorrido cercando di mascherare il mio sguardo di commiserazione.
“E tu, che genere canti?” gli domando io per pura cortesia. Lui tira fuori il petto come un inconsapevole galletto in batteria e risponde fiero: “Io canto il Karaoke”.
Mi sale improvvisamente un istinto omicida, forse vagamente indotto dalla serie “Gomorra” che sto macinando questi giorni, a forza di 4 puntate a sera. Gli brillano gli occhi, e resisto alla tentazione di mettergli le mani addosso e di pronunciare qualche minacciosa frase ad affetto in napoletano. Penso che forse per lui c’è ancora speranza, mentre quello continua a parlare senza prendere fiato di quanto ami la musica:
“Mi piace proprio cantare. Canto alle serate con mia madre, lei è bravissima. Io voglio fare il cantante.”
In questo suo vortice di entusiasmo, ecco che arriva l’ ultima, agghiacciante affermazione, che mi risuona in testa ancora adesso con orrore: “Voglio fare il cantante. Però sono stonato. Ma tanto eh…”
“Ohhhh scusa, c’è la mia canzone preferita, devo andare a ballare!”
E, dissolvendomi tra la folla in una frazione di secondo, lascio che la Macarena mi salvi dal qualunquismo in una notte di inizio estate. Una contraddizione in termini.

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