Happy Xmas (World is over)

Entra nell’ingresso semibuio di casa mia con passi lunghi che si catapultano nel soggiorno. Neanche mi guarda quando afferma con aria distante “ Ti sei fatta più scura.” Allibisco. Non oso chiedergli come sto. Troppa paura del suo giudizio, sta troppo avanti. Lui è l’unico uomo della mia vita che si accorge istantaneamente del più infinitesimale cambiamento dei miei capelli, sempre. Qualità rara, in un maschio. Potrei sposarlo, peccato che andrei in galera perché ha dodici anni e non ho tempo da perdere in chiacchiere tricologhe, dato che domani lui ha il compito di inglese e dobbiamo studiare.

Ma il giovane non ha nessuna voglia di introiettare paradigmi di verbi irregolari e aggettivi possessivi che non appartengono alla sua natura adolescenziale, ora rivolta ad un eccesso di vacuo  senso estetico e di disperata volontà di affermazione.

In più, il mio salotto è il regno della deconcentrazione, una sorta di paese dei balocchi dove libri, dischi, foto, il presepe blasfemo e cimeli d’ogni sorta formano un quadro perfetto per condurre anche la mente più concentrata in altre dimensioni.

“Ma il tuo fidanzato ha i capelli lunghi?”, mi fa con aria incuriosita.

“No. Ecco, -TUO fidanzato-, aggettivo possessivo, traducilo in inglese.”

“Ma come no? E’ quello nella foto con te, vero?”

Mi scappa un troppo entusiastico MAGARI. “Quelli siamo io e Manuel Agnelli al concerto di Birmingham del 2007”. Sospiro ed evito di aggiungere che il cantante degli Afterhours è il mio sogno erotico di sempre, data l’innocente età del mio studente.

“Ci stiamo distraendo però”, taglio corto con tono da signorina Rottenmeier. “Participio passato di Think, forza”.

Ma il pupo non demorde e fissando uno scaffale della  libreria esclama: “Hai pure il disco di Justin Bieber! Che bomba, mi piace un sacco”.

Sono confusa. Io NON HO nessun disco di quell’inutile idoletto delle ragazzine. Mi giro in direzione dello sguardo inebetito del giovinastro e impallidisco.

“Quello è David Bowie. Il tizio che dici tu non potrebbe nemmeno fargli da valletto, al Duca Bianco. Non bestemmiare, per cortesia.” Devo restare concentrata e raggiungere in fretta l’ ataraxia, il filosofico distacco del saggio, al di sopra della beata ignoranza puerile.

Per vendetta,  incalzo lo studadolescente con tutti i verbi più bastardi del vocabolario inglese, tipo abide, beseek, chide e dwell.

Il pischello è muto e cerca una via d’uscita. Alza gli occhi e con aria candida domanda: “Quello è Harry Potter?”

Sarebbe troppo anche per Gandhi.

“Ok, la lezione è finita. Adesso vai, prima di finire come è finito lui. Happy Xmas.”

John Lennon

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