Afterhours Afterparty

E fu così che arrivammo sottopalco. Come poche volte successe nelle decine di concerti visti.
Agognanti i leggendari sputazzi di Manuel Agnelli , io e le amiche groupies ci storpiamo le corde vocali per avvicinarci lontanamente alle note possenti del leader indiscusso, prossimo giudice di X-Factor. Neanche a mettersi d’accordo, ritrovo amici vecchi e nuovi, tutti felicemente lì, sottopalco a sinistra.

Lo chef pischello di fronte a me, appena conosciuto, è al suo primo live degli Afterhours e comincia a delirare come un indemoniato quando il suo triplice desiderio si realizza: ascoltare Strategie, Ballata per la mia piccola iena e Voglio una Pelle Splendida. Il solito culo dei novellini. Tra mani levate al cielo, pogate improbabili e gomitate in testa dallo sconosciuto con cappelletto giallo dietro di me, trascorrono 2 ore indimenticabili di concerto. Manuel sembra il Messia quando apre le braccia e ringrazia Roma, con il suo charme irresistibile. E se ne va, con il capello svolazzante.
Ecco allora che, tra le chiacchiere estasiate di noi che non riusciamo a lasciare quell’agognato sottopalco, emerge tra i relitti di plastica della platea lui, l’amicone di tutti, Jamaica, col suo perfetto sorriso acquafresh, e comincia a mettere voci in giro su un presunto Afterparty degli Afterhours in un noto locale alternativo romano. Intorno a me il tasso di vecchiezza è altissimo: l’amica Ginger sta male, l’avvocato domani c’ha l’udienza, al riccio non frega nulla degli After, mia sorella lavora, lo chef pure.
Io andrei di corsa a cercare di sedurre Manuelone, il mio sogno proibito, ma il mio compagno, che subodora un tradimento all’orizzonte, fa di tutto per farmi desistere dal folle volo, opponendo al mio proposito mille motivazioni, peraltro molto pertinenti, tipo: “Ma è già l’una e domani ci alziamo presto, si va al mare!” oppure:”Dobbiamo riportare la gente che lavora a casa!” E, infine:” Ma te pare che gli Afterhours dopo sto concerto escono?? Quelli c’hanno na certa, andranno a dormire sicuro!”
Anche se non pienamente convinta, a malincuore desisto, e guardo Jamaica con l’amico riccetto al seguito mentre si dirigono in sella alla Smart verso Caracalla. Jamaica dice che deve assolutamente dire a Manuel che gli ha cambiato la vita, proprio come i Dinosaur Jr.
Passo una notte semi-insonne, tormentata da strani incubi in cui incontro lui, Manuel, gli rivelo il mio amore e gli predìco il futuro vestita da zingara.Già che ci sono  chiedo se anche lui, come molti, nota una certa somiglianza tra noi due, considerato anche il capello lungo vagamente sfibrato.

Dopo pochissime ore, mi sveglio di colpo con accanto l’ espressione del mio compagno che mi fissa con un inquietante misto fra terrore e ilarità.

“Guarda …”, dice, spalmandomi sulla faccia lo schermo retroilluminato del suo iphone che mi schiaffeggia ripetutamente con una foto postata su facebook alle 4 del mattino. Titolo: “Jamaica e Manuel.Olio su bruschetta.”

Ancora non riesco a farmene una ragione.

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