Morrissey ci sbatte in faccia il suo integralismo, invitandoci gentilmente a non introdurre nei locali del concerto panini contenenti animali. All’entrata mi perquisiscono la borsa e il buttafuori anabolizzato mi chiede, in perfetto romano, in cosa consista il mio pasto riposto con cura in involucri di alluminio. Alla mia risposta sincera mi dice: ” O lo magni qua, o ooo butti”. Pur non avendo fame, allora, ingurgito il rustico al prosciutto fatto dalle mani amorevoli di mamma. Pensa che delitto sarebbe stato gettarlo nell’indifferenziato, un delitto peggiore del sacrificio di quel povero animale che, peró, non ho mai avuto il piacere di conoscere.
Autore: Satirepostmoderne
Al mercato del lunedì
“Sò 10 euri chicca!” mi dice sorridendo il tipo sdentato del banco al mercato, porgendomi 4 pesantissime buste di frutta e verdura che io, con un moto surrealista, trasformo in pesi utili per l’allenamento quotidiano, bilanciandole a destra e sinistra e scostandole più possibile dal corpo, così i muscoli delle braccia lavorano meglio. Mentre mi faccio strada tra la moltitudine degli avventori in cerca di qualche affare (che, sappiatelo, non troverà, i fasti del mercato Continua a leggere
Cervelli in fuga (dalla testa)
Nella libreria di un centro commerciale alla periferia sud di Roma, mentre guardo agghiacciata i milioni di titoli spazzatura in bella mostra sugli scaffali, vengo circondata da due adolescenti con mamma al seguito dalla carnagione marrone, i capelli corvini e i denti sfatti. I tre cercano insistentemente un libro, mentre le copertine strillano messaggi accattivanti per farsi accattare, facendo a gara a chi lancia il messaggio più provocatore. Oltre a quelli consueti Continua a leggere
Artena
Mentre scendiamo le gradinate lucide di cera, ci arrivano da un cortile le voci di un gruppo di ragazzini che squarciano il silenzio intatto di Artena nel tardo pomeriggio. Il cortile si affaccia proprio su Palazzo Borghese, imponente edificio in rovina dall’aria abbandonata, con le finestre aperte sul vuoto. Soltanto una, dalla quale fanno capolino delle piantine verdi in vasi colorati, testimonia una misteriosa presenza. I ragazzi parlano Continua a leggere
Alla sagra di paese
Il ragazzo dagli occhi blu mi sorride sul sottofondo musicale del “Meneito”, l’ evergreen delle estati italiane che non può mancare in una festa di paese che si rispetti.
“Canti?” mi chiede. Sì, in macchina a squarciagola e a casa quando faccio le pulizie, con lo stereo a palla per sovrastare il volume delle grida dei miei vicini.
“No, perchè io canto. Voglio cantare nel suo gruppo”, continua lui, indicandomi l’amico a fianco, il tipico nostalgico del grunge, con camicia a scacchi e capelli lunghi che necessiterebbero di un bell’impacco rigenerante.
“E che musica ti piace?” mi incalza. Ha qualcosa Continua a leggere
