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Dio in cucina

Lui mi guarda dritto negli occhi e mi fa:

“Quando Dio la distribuiva, la dote di mettere le cose in frigo in modo sensato, tu stavi da n’antra parte, probabilmente a compratte un pajo de scarpe!”

De Lingua Italiense

Come sempre, in ritardo. La strada è silenziosa e lunga, mi verrebbe quasi da correre, ma abbandono subito questo malsano proposito, gettando un occhio alla mia borsa modello valigia che sopporta ogni sorta di necessaria inutilità. Mi riprendo l’occhio e lo riposiziono nell’orbita designata, focalizzandolo sull’obiettivo da raggiungere. Prego Crònos, il dio del ritardo, perchè lanci le sue armi divine sul raccordo anulare e provochi una coda inaspettata che posticipi l’arrivo della puntualissima persona che devo incontrare. Tra questi pensieri rumorosi, irrompe una voce estranea e voluminosa che mi scuote dalle suppliche. Continua a leggere

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Il Colpaccio

Mi fa quasi paura. Con un sorriso soddisfatto, le dita ansiose e frementi che tamburellano sul tavolo, mi confida: “E’ una mossa rischiosa, ma devo assolutamente riuscirci. Sto progettando questo colpo da settimane: c’è uno che ha Continua a leggere

Vip e Incantesimi

ATTENZIONE: QUESTO POST CONTIENE SPOILER SULL’ENEIDE DI VIRGILIO.

Conosco quello sguardo in una donna: gli occhi, dolci, che sorridono socchiudendosi e illuminano il viso reclinato leggermente a sinistra, insieme ad una sincera, atavica, solidarietà femminile che invade i tratti. Lei pensa chiaramente che io sia incinta. Mi strappo da quella stronza e allungo il passo, decisa a smaltire la mia pancia da bagordi estivi.  Continua a leggere

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Zion, Torvaianica

Zion, (Torva). In questi giorni di caldo soffocante, in cui lo spirito di Nerone è tornato dall’Ade per torturarci, quale meta migliore di una giornata al mare per sfuggire alla sua ira? Lo stabilimento “Zion” e Torvaianica, la località che lo ospita, sono sicuramente la scelta vincente nel litorale laziale. Continua a leggere

Il barcone verso le Egadi

La traversata ha inizio. Il barcone che avanza tra i flutti placidi del mare blu è colmo di turisti over 70 stravaccati su spartane panche di legno, terroni e polentoni insieme, pronti a scoprire le bellezze delle isole Egadi. Spiccano nel mucchio selvaggio la madre russa con il viso paonazzo dal sole e le due figlie adolescenti in carne dall’espressione distante, la famiglia olandese, sperduta, che mi ha adottato come interprete ufficiale e la famiglia nordica padre-padre + 2 figli che assomigliano a Billy Elliot.  Continua a leggere

Marsala arrivederci

Il bambino ci scruta in silenzio con i suoi grandissimi occhi, neri come i piedini inciabattati negli infradito rossi, stretto in una maglietta che recita un inno alla sua squadra del cuore.
Marco ed io gli gettiamo sguardi incuriositi mentre scegliamo dei vini nello scaffale del supermercato di Marsala, con la lentezza di chi prova a ritardare l’inevitabile fine di una vacanza. Gli chiediamo se è un sommelier e lui, timido, scuote la testa, ma resta lì, non si muove.
Alla fine trova il coraggio e chiede: “Me lo compri un panino con la mortadella?”. Si chiama Damian e mi confida, con candido accento siciliano,  Continua a leggere

Esami di maturità 2015

Mi rifugio nella celebre libreria a Largo Argentina per sfuggire alla canicola romana che mi rincorre da ore, abbaiando furiosamente con una potenza a 34 gradi e trascinandomi addosso tutti gli odori nauseanti di turisti sudati e gas di scarico. Mi accoglie a braccia aperte una temperatura polonordiana, e tutti i miei peli delle braccia che non ho ancora trovato il tempo di estirpare si mettono sull’attenti. Continua a leggere

Mattine moleste

Sono in tourné con gli Afterhours in un posto che sembra la reggia di Caserta. Manuel Agnelli mi chiede in prestito lo stereo malconcio a cassette che porto con me ed io acconsento, domandandomi che cosa dovrà mai farci con uno stereo rotto. Lui mi ringrazia avvicinandosi per baciarmi e, proprio nell’istante in cui sto per coronare il mio sogno d’amore, irrompe fra di noi con violenza la voce di una Vanna Marchi qualunque Continua a leggere

Le specie universitarie

Mancano appena due ore all’apertura della segreteria a Tor Vergata. Confidando nella mia lungimiranza, ho giocato d’anticipo per fregare tutte le matricole, ma la macchinetta eroga numeri ha fregato me: inizierà a funzionare solo mezz’ora prima dell’apertura. Mi concedo allora un giro turistico in questo ateneo per me semi sconosciuto, dove sotto la pioggia, gli studenti trascinano i piedi in perfetto stile “the walking dead”. Ecco, mi sembra un parco giochi abbandonato, Continua a leggere